Personaggi: Ugo Tognazzi, geniale …come se fosse antani…

Ugo Tognazzi, nato il 23 marzo 1922 a Cremona, e scomparso il 27 ottobre 1990, è stato uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana. Figlio di un assicuratore, sin da piccolo fu costretto a girare per l’Italia a causa del lavoro del padre. A soli 4 anni si esibì per la prima volta nelle vesti di attore al Teatro Donizetti di Bergamo in una recita. A quattordici anni, dopo aver abbandonato gli studi, viene impiegato in un salumificio cremonese. Sin da giovane si impegna a recitare nella filodrammatica cittadina, una passione che lo porterà, quando sarà arruolato in Marina a La Spezia, a realizzare spettacoli di intrattenimento per i soldati. Dopo il settembre del 1943, in un momento storico molto difficile, Ugo torna a Cremona, dove continua nell’organizzazione e interpretazione di spettacoli nel dopolavoro. Nel 1945 decide di puntare tutto sulla carriera artistica e si trasferisce a Milano, riuscendo ad entrare nella compagnia di Wanda Osiris, pagando anche una penale per annullare il suo contratto in essere con un altro impresario. La fine della guerra però porta la compagnia della Osiris allo scioglimento, mettendo in difficoltà il giovane Tognazzi. Comunque il suo nome è già conosciuto nell’ambiente e riesce ad essere scritturato dalla compagnia di Erika Sandri. Per diversi anni gira l’Italia, con l’opportunità, non di poco conto, di poter calcare le scene accanto ai grandi dell’epoca come Erminio Macario e Lauretta Masiero.

Finito il militare, andai a Milano con un bagaglio di esperienze come attore negli spettacoli per le truppe e partecipai a un concorso per dilettanti dal quale uscii trionfatore, e a cui seguì l’immediata proposta di diventare comico di varietà, di avanspettacolo. Da quel momento inizia il mio lavoro di attore, perché da quel momento diventa lavoro veramente, mi danno 150 lire al giorno, nel ’44 ci potevo campare (Ugo Tognazzi)

Nel 1950 Ugo Tognazzi debutta al cinema nella pellicola di Mario Mattoli I cadetti di Guascogna. Nel decennio successivo interpreta molti film brillanti, ma nel frattempo continua a calcare il palcoscenico con successo.

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Il manifesto del film d’esordio di Ugo Tognazzi, riconoscibile al centro della foto
1960-Un, due, tre
Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi stralunati in Un, due, tre

Nel 1954 la neonata televisione italiana offre l’opportunità a Ugo Tognazzi di diventare, al fianco dell’amico Raimondo Vianello, uno dei pionieri della satira televisiva nel varietà Un, due, tre. La terribile censura del tempo decretò nel giugno del 1959 il licenziamento in tronco dei due e la chiusura del programma: motivo? una garbata battuta in merito alla caduta, a causa di una sedia tolta, dell’allora presidente della Repubblica Gronchi

Nel decennio successivo Ugo Tognazzi girò oltre 25 pellicole con l’amico Raimondo Vianello, divenendo una delle figure principe della comicità popolare italiana. Ricordiamo tra gli altri numerosi Le olimpiadi dei mariti, Marinai, donne e guai, I tromboni di fra’ Diavolo, I magnifici tre.

Negli anni ’60 Tognazzi interpreta anche alcuni film entrati nella storia del cinema, pellicole che hanno alzato il livello professionale dell’attore, accanto ad altre commedie di minor valore artistico. Nel 1961, per la regia di Luciano Salce, è il protagonista del film Il federale, uno dei capisaldi della filmografia dell’artista cremonese. Nel 1961 da dietro la macchina da presa debutta alla regia con una commedia dal titolo I mantenuti, in tutto in carriera diresse 5 pellicole, più una serie tv in sei episodi, FBI – Francesco Bertolazzi Investigatore (1970).

Di notevole importanza è il sodalizio con uno dei maestri del cinema italiano, Marco Ferreri, con il quale gira pellicole come L’ape regina (1963), La donna scimmia (1964), Marcia nuziale (1966), La grande abbuffata (1973). Con Dino Risi, recita invece nei film I mostri (1963) e Straziami ma di baci saziami (1968).

La grande abbuffata (1973) è una pellicola entrata di diritto nella storia del cinema. Diretta dall’impareggiabile Marco Ferreri, è un’affresco grottesco del mal di vivere. Quattro uomini, delusi dalla vita per svariati motivi, decidono di togliersi la vita mangiando fino alla morte e perdendosi nel vizio, rinchiusi in una casa nei pressi di Parigi. Il cast eccellente era composto da Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret e Michel Piccoli, gli interpreti si chiamavano con il nome di battesimo degli stessi attori. Una pellicola da riscoprire, per mille motivi.

1973-La grande abbuffata
Una scena del film La grande abbuffata (1973)

1975-Amici miei-posterNel 1975 Mario Monicelli confeziona un’idea di Pietro Germi che , a causa della malattia che lo portò alla morte, non riuscì a realizzare. A distanza di oltre quarant’anni Amici miei rimane uno dei cult movie più amato in Italia. Amici miei è più di un film, è un inno alla goliardia più sfrenata, ma non esibita da giovani universitari, bensì di maturi uomini dal non sempre condivisibile senso morale. Cinque amici si divertono a orchestrare burle, scherzi anche atroci, a prendere in giro persone ingenue, ma non solo, e divertendosi come pazzi pur non avendo una vita perfetta. Ugo Tognazzi interpreta il ruolo del decaduto conte Raffaello Mascetti, un nobile senza il becco di un quattrino e caduto in disgrazia, che con la moglie e la figlia vive in una casa umilissima, spesso saltando i pasti. Ugo Tognazzi, nei panni del Conte Mascetti è anche, diciamo così, l’inventore della ‘supercazzola’.

Il 21 novembre 2015 il Messaggero riporta: “la parola ‘supercazzola’, vero tormentone del film, entra di diritto nell’edizione 2016 del vocabolario della lingua italiana Zingarelli. Il termine, nato come “nonsense” che il conte Mascetti, alias Ugo Tognazzi, e i suoi amici pronunciavano alle vittime dei loro scherzi, entra nel dizionario con la seguente definizione lessicografica: «Parola o frase senza senso, pronunciata con serietà per sbalordire e confondere l’interlocutore».

Supercazzola con vigile Paolini (M Mascetti, V vigile)

M: Tarapia tapioco. Prematurata alla supercazzola o scherziamo!

V: Prego?

M: No, mi permetta. No, io; eh scusi noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribai con cofandina; come antifurto, per esempio

V: Ma quale antifurto, mi faccia il piacere! Questi signori qui, stavano suonando loro. Non si intrometta!

M: No, aspetti, mi porga l’indice; ecco lo alzi così. guardi, guardi, guardi; lo vede il dito? Lo vede che stuzzica, che prematura anche. Ma allora io le potrei dire anche per il rispetto per l’autorità che anche soltanto le due cose come vicesindaco, capisce?

V: Vicesindaco? Basta così, mi seguano al commissariato!!!

P: No, no, no; attenzione! No, attenzione antani secondo l’articolo 12 abbia pazienza, sennò, posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura.

M: .senza contare che la supercazzola prematurata, ha ha perso i contatti col tarapia tapioco.

P: Dopo.

Amici miei ebbe due seguiti, nel 1982 Amici miei – Atto II° e Amici miei – Atto III° nel 1985, divenendo a tutti gli effetti una trilogia.

Gli Amici miei sono Ugo Tognazzi (conte Raffaello Mascetti), Gastone Moschin (l’architetto Rambaldo Melandri), Adolfo Celi (il luminare della medicina professor Alfeo Sassaroli), Philippe Noiret (il giornalista Giorgio Perozzi, che muore al termine del film ma riappare nei flashback nel secondo), Duilio Del Prete, sostituito dal secondo film da Renzo Montagnani (Guido Necchi, gestore bar con biliardo).

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Amici miei (1975), da sinistra i protagonisti: Duilio Del Prete, Gastone Moschin, Philippe Noiret, Adolfo Celi e Ugo Tognazzi

Pochissime sono le pellicole che a distanza di oltre quarant’anni dall’uscita sono ancora vive nella memoria popolare e non solo. La supercazzole e le zingarate (uscite con amici in fuga dalla famiglia) sono termini ancora in vigore, e i social network rendono omaggio con un grosso successo ai film, ed in particolare a Tognazzi/Mascetti.

1978-Il vizietto

Dopo il successo di Amici miei Tognazzi è di nuovo tra i re del boxoffice, con una pellicola che sarà di nuovo l’inizio di una trilogia: Il vizietto. Ugo Tognazzi interpreta il ruolo di un omosessuale italiano, Renato, che con il suo compagno francese Albin, gestisce da vent’anni un night per omosessuali a Saint Tropez, la Cage aux Folles (titolo francese del film), Renato in passato ha avuto una relazione con una donna e un figlio, che si sta per sposare con la figlia di un politico francese, che vorrebbe conoscere la famiglia di lui. La pellicola ebbe un successo strepitoso, e soprattutto Michel Serrault (nel ruolo dell’effeminato Albin) raccolse consensi e premi per la sua magistrale interpretazione.

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Michel Serrault e Ugo Tognazzi nel film Il vizietto

Nel 1981 la sua interpretazione drammatica nella pellicola di un altro grande del cinema italiano, Bernardo Bertolucci, La tragedia di un uomo ridicolo, gli varrà il suo massimo riconoscimento della carriera con il premio come miglior attore al Festival di Cannes.

1981-La tragedia di un uomo ridicolo

Una scena del film La tragedia di un uomo ridicolo

Negli anni ’70-’80, oltre alle numerose pellicole di successo girate,  torna anche all’antica passione del teatro, recitando in importanti opere quali Il Tartufo (1975) e L’avaro (1988) di Molière, Sei personaggi in cerca d’autore (1986) di Pirandello e M. Butterfly (1989) di David Henry Hwang, grande successo di Broadway portato in Italia.

La battaglia dei tre tamburi di fuoco è stato l’ultimo film in cui appare Ugo Tognazzi. Uscì postumo nel dicembre del 1990, poco dopo la scomparsa dell’attore avvenuta il 27 ottobre precedente.

Ugo Tognazzi è stato un mostro di simpatia, un attore di carisma con un talento eccezionale e una sagacia innata; è stato protagonista della commedia italiana, senza disdegnare ruoli drammatici, che ha dimostrato di saper interpretare con maestria e professionalità. Al cinema è molto più difficile far ridere che far piangere, soprattutto sfruttando l’intelligenza e non la volgarità, e Ugo Tognazzi in questo è stato un grande maestro. Grazie Ugo per tutto quello che ci hai dato, …come se fosse antani, per dirla alla conte Mascetti.

I premi

  • Festival di Cannes 1981, premio miglior attore per il film La tragedia di un uomo ridicolo
  • 4 Nastri d’argento come miglior attore: 1964, L’ape regina; 1966, non protagonista, Io la conoscevo bene; 1969, La bambolona; 1982, La tragedia di un uomo ridicolo.
  • 3 David di Donatello come miglior attore: 1967, L’immorale; 1971, La califfa; 1976, Amici miei.

La vita privata

  •  Relazioni: Pat O’Hara (1954-1961), Margarete Robsahm (1961-1964), sposata nel 1963, Franca Bettoja (1965-1990), sposata nel 1972
  •  Figli: Ricky (da Pat O’Hara), Thomas Robsham (da Margarete), Gianmarco e Maria Sole (da Franca Bettoja)

Curiosità

  • Ugo Tognazzi era tifoso del Milan e della Cremonese, da un’intervista di Azzurra sul sito ufficiale riportiamo:

«Il Milan per me è stato prima la mamma, poi Ia fidanzata e poi la moglie. La moglie si tradisce e quindi tradimento c’è stato. Quando la Cremonese è passata in serie A non potevo non partecipare ai trionfi cittadini, ero innamorato, mi dividevo tra moglie e amante con grande imbarazzo quando giocavano fra loro. Proprio come accade quando a una festa le due donne si incontrano e non sai dove guardare anche se parteggi per I’amante che in genere è più giovane e più fresca… La Cremonese è ritornata in B e io ho abbandonato quell’amore impossibile».

  • Tutti e quattro i figli hanno seguito le orme del padre nel mondo del cinema: Thomas è produttore e regista (attivo più che altro in Norvegia), Ricky attore e regista, Giammarco attore e Maria Sole regista e sceneggiatrice

    Tv Sorrisi e Canzoni 19_1981
    Una copertina di Tv Sorrisi e Canzoni del 1981 dedicata a Ugo Tognazzi
  • Ugo Tognazzi era un grande amante della buona cucina, mangiava e cucinava con passione. Ha pubblicato ben 4 libri di cucina: L’abbuffone, Il rigettario, La mia cucina e Afrodite in cucina. 

Ho Ia cucina neI sangue. II quale, penso, comprenderà senz’aItro gIobuli rossi e gIobuli bianchi, ma neI mio caso anche una discreta percentuale di saIsa di pomodoro. Io ho iI vizio deI fornello. Sono malato di spaghettite. (http://www.ugotognazzi.com)

 

Internet

Ugo Tognazzi, benché non più tra noi da 28 anni, è sorprendentemente vivo nella rete, come è consuetudine per i miti. Il suo sito ufficiale è www.ugotognazzi.com/ 

Segnalo inoltre, vedi immagini sotto, il profilo instagram e la pagina Facebook dedicate al Conte Mascetti, contemascetti75.


Una raccolta di supercazzole in video

Per la foto di apertura si ringrazia il sito http://www.ugotognazzi.com

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