Comici & personaggi: Diego Abatantuono

Diego Abatantuono ha saputo, nell’arco della sua carriera, essere così versatile nei ruoli interpretati da riuscire a destreggiarsi con grande maestria e successo in qualsiasi genere cinematografico si sia cimentato, divenendo così un’icona del cinema italiano per una tipologia eterogenea di spettatori.

Diego Abatantuono nasce a Milano il 20 maggio del 1955, ma non è milanese al “ciento per ciento”, essendo il padre un calzolaio di Vieste (Foggia) e la madre comasca, costumista del locale Derby, cabaret gestito dagli zii, tappa fondamentale per la sua futura carriera.

Crescendo a diretto contatto con quella che negli anni ’70 fu la fucina della comicità milanese, il giovane Diego ha avuto modo di accostarsi naturalmente a quel mondo. Fu portato sul palco sin da ragazzo dai Gatti di Vicolo Miracoli; poi si esibirà con quelli che saranno suoi grandi amici nella vita, Massimo Boldi, Giorgio Faletti, Enzo Jannacci. Dopo il cabaret per Diego inizia la grande avventura nel cinema, dove debutta (in pochi lo ricordano), in un piccolo ruolo, nel film di genere poliziottesco Liberi armati pericolosi (1976), per la regia di Romolo Guerrieri.

1976 - Liberi armati e pericolosi
L’esordio di Diego Abatantuono al cinema, in Liberi armati e pericolosi (1976)

Dopo alcune comparsate in diverse commedie di fine anni ’70 (Arrivano i Gatti, Saxofone, Il pap’occhio, Fico d’India) Diego Abatantuono si fa notare nel film Fantozzi contro tutti (1980), dove interpreta il panettiere Cecco. Questo ruolo può forse essere definito il primo passo verso il successo di Diego, perché dopo questa pellicola non sarà più comparsa, ma protagonista di quasi tutte le pellicole che interpreterà. Una menzione particolare va alla sua magistrale interpretazione nel film Mediterraneo (1991) per la regia di Gabriele Salvatores, premiato con l’Oscar per il miglior film straniero.

1992-Mediterraneo_(film)
Diego Abatantuono e Claudio Bigagli in una scena del film capolavoro Mediterraneo (1991)

In queste prossime righe prendiamo in considerazione il lato esclusivamente più divertente dell’attore, l’aspetto comico, ritenendo comunque fondamentali anche le interpretazioni in ruoli drammatici, ma non solo, nella carriera di Diego. Dopo un periodo difficile dopo i primi successi, grazie anche al sodalizio con Salvatores, ha interpretato pellicole molto apprezzate come Marrakech Express (un cult) e Puerto Escondido (la cosiddetta trilogia della fuga, con Mediterraneo); poi Pupi Avati l’ha voluto con sé, in seguito ha anche Giuseppe Bertolucci, Carlo Mazzacurati e Luigi Comencini.

Ecco i personaggi interpretati in carriera da Diego Abatantuono, prendendo ovviamente in considerazione solo i film in cui caratterizzava in modo così eclatante la figura di cui vestiva i panni, tale da renderlo parte di sé per sempre. Su di tutti il personaggio del “terrunciello” con le sue varie sfumature. Terrunciello nel linguaggio di Abatantuono è l’immigrato meridionale che vive al nord e che cerca l’integrazione, ma l’accento esageratamente del sud, similpugliese, le battute esilaranti, la grande autostima, lo rendono irresistibile e divertente . Cerca di imparare il milanese, ma con poco successo, rendendo la sua parlata ancora più simpaticamente confusionaria.

1980 – Fantozzi contro tutti – Cecco, il fornaio

Diego, in questo terzo capitolo della saga di Fantozzi,  interpreta il nipote del fornaio da cui si serve la famiglia Fantozzi. Il popolare ragioniere sospetta che la moglie lo tradisca e, avendo trovato pane dappertutto in casa, punta diretto al fornaio convinto di aver trovato l’amante ella moglie. Pina Fantozzi effettivamente si era invaghita di Cecco, un Diego in versione “terrunciello”, ma lui e i colleghi del panificio, dinanzi a un Fantozzi   piombato in negozio per pretendere spiegazioni, parlano di Pina, per dirla con eleganza, come di una donna poco attraente, che non suscita alcun interesse nel giovanotto.

1980 - Fantozzi contro tutti
Cecco, suo malgrado sogno proibito di Pina Fantozzi, affronta il marito di lei rassicurandolo a modo suo in Fantozzi contro tutti (1980)

1981 – Il tango della gelosia – Diego, guardia del corpo terrunciello

In questa pellicola è Diego, corpulenta guardia del corpo di Lucia (Monica Vitti), moglie trascurata dal principe Giulio Lovanelli (Philippe Leroy). Diego viene convinto da Lucia a realizzare una piano per far ingelosire il freddo marito. Tutto il progetto fallisce con un finale da commedia degli equivoci, in cui tutti si sentono traditi, senza che nessuno lo sia, inclusa la fidanzata di Diego Nunzia (Jenny Tamburi).

1981 - Il tango della gelosia
Diego Abatantuono, Jenny Tamburi e Monica Vitti in “Il tango della gelosia (1981)

  1981 – I fichissimi – Felice, fruttivendolo terrunciello

In questo film Diego Abatantuono è Felice, rivale di Romeo (Jerry Calà), in una bonaria disputa tra bande metropolitane, fatta più di sbeffeggi che altro. Felice fa consegne di frutta e verdura a bordo di un Ape Car. Romeo invece si innamora di Giulietta (Simona Mariani), senza sapere che è la sorella di Felice il quale, scoprendo l’inganno, fa 1981 – I fichissimiscoppiare il finimondo a una festa in maschera. Alla fine, dopo che Romeo finisce anche in carcere, la pace scoppia e tutto finisce bene.  I Fichissimi è un “Romeo e Giulietta” in salsa milanese underground anni ’80, che lanciò definitivamente Abatantuono e il suo personaggio del “terrunciello” verso il successo.

 

1982 – Eccezzziunale… veramente – Donato Cavallo, ultras milanista, terrunciello

Con questa pellicola dedicata al mondo dei tifosi di calcio delle tre squadre più seguite d’Italia, Diego Abatantuono entra nel cuore popolare di milioni di appassionati. Il più riuscito è il personaggio milanista (sarà che Diego è realmente tifoso rossonero doc…), il capo ultrà Donato, che vive per il Milan, dorme in pigiama rossonero con poster, bandiere e santini in camera. Come capo ultrà tiene il discorso prepartita alla domenica mattina e come “Ras della Fossa” inneggia alla “viulenza”! Imperdibile. Crede di aver ferito un ultras interista dopo un derby, ma è innocente. Si innamora della fidanzata del rivale (Stefania Sandrelli), corrisposto, in ospedale.

1982 – Eccezziunale veramente-Donato
Donato Cavallo alla riunione della domenica mattina prima di andare allo stadio

Il risveglio rossonero di Donato, capo ultrà

 

1982 – Eccezziunale… veramente – Franco Alfano, tifoso interista

Franco è un tifoso interista che con gli amici del bar segue con passione tutte le partite dell’Inter, finché un giorno, tornato a casa dopo una domenica allo stadio, scopre di aver vinto 800 milioni di lire al Totocalcio realizzando un fantastico 13. Manda al diavolo la moglie e la suocera, di cui non vedeva l’ora di liberarsi, e si dà alla bella vita contraendo debiti, spendendo e spandendo. Il 13 però è uno scherzo degli amici, che ormai non sanno più come dirglielo. Per recuperare il denaro scommette sulla sconfitta dell’Inter ad Avellino… ma ne combina un’altra…

1982 – Eccezziunale veramente-Franco
Ugo Conti, Massimo Boldi, Diego Abatantuono (Franco) e Teo Teocoli nel bar degli interisti

1982 – Eccezziunale… veramente – Felice La Pezza, detto Tirzan, autista tir ultras juventino

Felice, detto Tirzan, è un camionista pugliese, sfegatato tifoso della Juventus. Per poter vedere la sua squadra in Belgio in Coppa dei Campioni, scambia il suo tir (destinato in Romania) con un collega, “lo slavo”, che ha una fidanzata romena, mentre Tirzan va a Parigi, con in progetto una scappata in Belgio per vedere la partita. A Parigi gli rubano il camion e iniziano le disavventure.

1982 – Eccezziunale veramente-Tirzan
Diego Abatantuono è  il camionista Tirzan, qui con un autostoppista

 

1982 – Sballato, gasato, completamente fuso – Duccio Tricarico, taxista, terrunciello

In questa pellicola Diego veste i panni di Duccio Tricarico, greve tassista meridionale che viaggia con il suo cane sul sedile a destra, un simpatico bobtail. Casualmente carica sul suo taxi la giornalista rampante Patrizia Reda (una sfavillante Edwige Fenech). Duccio ci prova con la bella giornalista, che casualmente (?) ritrova diverse altre volte come passeggera. Nel cast anche Enrico Maria Salerno (è il direttore del giornale).

1982 - Sballato, gasato, completamente fuso2
Diego Abatantuono e Edwige Fenech a bordo del taxi in Sballato, gasato, completamente fuso (1982)

 

1982 – Viuuulentemente mia – Achille Cotone, poliziotto

1982 – Viuuulentemente mia
La locandina del film con Diego Abatantuono e Laura Antonelli

Anche in questo film Diego recita accanto ad una delle donne più affascinanti del cinema italiano, Laura Antonelli che, in fuga per la Spagna per sfuggire all’arresto per evasione fiscale, viene maldestramente aiutata dall’ignaro poliziotto Achille Cotone a raggiungere l’aeroporto. Scoperto l’inganno, Achille/Diego scova la donna ad Ibiza. Cercherà di riportarla in Italia e tra mille peripezie riuscirà ad assicurarla alla giustizia. Dopo una breve carcerazione lei, ormai innamorata di Achille, lo raggiungerà in Sardegna, dove era stato trasferito per punizione.

 

1982 – Grand Hotel Excelsior – Nicolino, il mago di Segrate

In questo film, divenuto un piccolo cult della commedia all’italiana, Diego Abatantuono non recita da protagonista, ma il ruolo del “Mago di Segrate” che lievita nel vuoto uscendo dalla finestra dell’hotel, è divenuto un personaggio rimasto negli annali della comicità, imperdibile!

1982 – Grand Hotel Excelsior
L’indimenticabile Mago di Segrate durante la sua “lievitazione”

1982 – Attila flagello di Dio – Ardarico “Attila”

Attila è un mito, è una delle macchiette più straordinarie della carriera di Abatantuono. In epoca romana nelle campagne di Segrate vaga un gruppo di una decina di scalcagnati barbari vestiti di pelli, guidata da Ardarico. Il prode e massiccio condottiero, dopo una profezia, decide di farsi chiamare Attila e crede di poter sconfiggere il dominio romano. Nel cast da segnalare una splendida Rita Rusic (Uraia), Mauro Di Francesco (Fetuffo), Franz Di Cioccio (Giallo) e Francesco Salvi (Grippo). I barbari cercano di raggiungere Roma per conquistarla, ma tra mille esilaranti peripezie riescono a salvarsi dall’esercito romano soltanto in tre fuggendo in mongolfiera. Il pallone aerostatico fatica e decollare e  Fetuffo viene scaricato dal mezzo volante: Attila e Uraia coronano la loro fuga d’amore (con bottino). Questa pellicola, con il tempo, ha raggiunto una popolarità talmente vasta, da divenire un vero film di culto.

Attila, flagello di Dio (1982)
Diego Abatantuono con Mauro di Francesco e Rita Rusic in una scena del film Attila flagello di Dio (1982)

1983 – Il Ras del quartiere – Domingo, il ras

Domingo, Ras del quartiere, viene ingaggiato da un padre per ritrovare la figlia scomparsa (Isabella Ferrari), dopo un tentennamento accetta i tre milioni di lire di ricompensa che sanerebbero alcuni debiti. Domingo si avvale dell’aiuto di Jena (il sodale Mauro Di Francesco), soprannome omaggio a Jena Plissken del Film 1997: fuga da New York, soprattutto perché ha anche lui una benda su un occhio. Tra mille peripezie il ras trova la ragazza.

1983 – Il Ras del quartiere
Diego nei panni di Domingo nel film Il ras del quartiere (1983)

 

1996 – Il barbiere di Rio – Matteo alias Zio Belo, barbiere

In questo film Diego interpreta il ruolo di Matteo, un barbiere italiano che, dopo la separazione dalla moglie, vive le retrobottega. Un giorno decide di partire per il Brasile per andare a trovare la sorella Angelina che non vede da moltissimi anni. Arrivato a Rio de Janeiro Angelina ha un malore, e Matteo, dopo averla soccorsa, viene portato in giro per la città dal nipote Rocco, losco e poco affidabile personaggio. Tra mille peripezie, tra cui una rapina subita da un trans e da alcuni ragazzini, conosce Giorginha (Zuleica Dos Santos), fidanzata di Rocco, e se ne innamora. Ci sarà il lieto fine con Giorginha che viene in Italia a prendere Matteo per portarlo in Brasile. Qui Diego si ispira al “terrunciello” e  conia una parlata italo-portoghese per cercare di comunicare in Brasile, alcune scene sono irresistibili.

1996-Ilbarbiere di Rio
Zuleica Dos Santos e Diego Abatantuono in una scena del film Il barbiere di Rio (1996)

1999 – Tifosi – Vito La Monica, detto “Zebrone”

In questo film ad episodi, dedicato agli eccessi del tifo calcistico, Diego Abatantuono veste i panni di uno sfegatato tifoso juventino, Vito La Monica, conosciuto da tutti nell’ambiente con il soprannome di Zebrone. Tenta il suicidio allo stadio, salvo poi essere convinto con false promesse di collaborazione con la società. Riceve il DASPO, ma riesce lo stesso a seguire la gara della Juve a Parma con uno stratagemma.

1999 – Tifosi-Zebrone
Abatantuono nei panni di Zebrone, ultras juventino in Tifosi (1999)

 

2006 – Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo… me – Donato Cavallo, ultras milanista, terrunciello

2006 - Eccezzziunale veramente1- Donato
Donato, il ritorno del Ras della Fossa del Milan

24 anni dopo tornano i personaggi del film del 1982. L’ex ras della fossa milanista Donato Cavallo, da 20 anni ad Ibiza, torna a Milano e scopre che il figlio mai visto (aveva abbandonato la fidanzata incinta) ora vive con la mamma (una confusionaria Anna Maria Barbera) e il suo compagno interista Sandrino il Mazzuolatore (Stefano Chiodaroli), che ha inculcato nel ragazzo la passione interista. Donato cercherà di assecondarli fingendosi anch’egli interista, ma alla fine il suo sangue rossonero emergerà prepotentemente a un gol del Milan nel derby.

2006 – Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo… me – Franco Alfano, tifoso interista

Franco Alfano è il proprietario di un bar milanese. Tifosissimo interista, con gli amici Maurino (Mauro Di Francesco) e Ugo (Ugo Conti), si reca a Lourdes per chiedere la grazia per la squadra in difficoltà. Accompagnando il conte Erba (Raffaello Tonon) a Zurigo per una partita, a causa di uno scambio di valigie, entra in possesso di 100.000 euro, toccasana per saldare i numerosi debitori per il suo vizio del gioco. I proprietari del bottino, due fratelli mafiosi siciliani, i fratelli Calì (Luigi Maria Burruano e Tony Sperandeo), lo rintracciano attraverso il loro tirapiedi Turi (Nino Frassica). Gli commissionano un omicidio allo stadio in cambio dell’annullamento del debito, ma la vittima muore d’infarto ad un gol.

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Nino Frassica (Turi) porta Franco Alfano (Abatantuono) a Palermo al cospetto di Don Calogero Calì (Luigi Maria Burruano)

 2006 – Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo… me –  Felice La Pezza detto Tirzan, tifoso juventino

Dopo quindici anni di coma, il camionista Tirzan si risveglia improvvisamente a Gallipoli, la moglie Nunzia (una sfavillante Sabrina Ferilli) lo riaccoglie a casa con amore, sebbene lui abbia perso completamente la memoria. In più c’è un problema da risolvere, Nunzia nel frattempo, per consolarsi, si è messa con Beniamino (Carlo Buccirosso), un venditore ambulante napoletano, che ora vive con lei. Inizia un ménage à trois piuttosto imbarazzante e farsesco. Felice riacquista la memoria, ma non lo rivela a nessuno, riscopre la sua passione sportiva e si fa accompagnare da Beniamino a Lecce per vedere la Juventus allo stadio, con la scusa di provare a ritrovare la memoria vedendo situazioni vissute nel passato. I due hanno un incidente e finiscono entrambi in coma, Nunzia si consolerà con il giovane medico che li accudisce… la storia si ripete.

2006 - Eccezzziunale veramente2-Tirzan

Beniamino (Carlo Buccirosso), Nunzia (Sabrina Ferilli) e Felice La Pezza “Tirzan” in una scena dell’episodio

2007- 2061 – Un anno eccezionale – Professor Ademaro Maroncelli

In questo film, un suggestivo road-movie a metà strada tra Attila e  Brancaleone, Diego interpreta il ruolo di un professore, ma un po’ particolare. Il contesto: nel 2061 l’Italia non è più una Repubblica, ma come nel periodo pre-risorgimentale, è suddivisa in tanti staterelli. Al nord la Padania ha eretto un muro lungo il Po; in Toscana c’è un Granducato con in lotta le due fazioni dei Della Valle e dei Cecchi Gori. In Emilia Romagna vige lo stato socialista di Falce e Mortadella. Al centro un rinato Stato Pontificio. Il sud, invaso dagli africani, è divenuto il ricco Sultanato delle Due Sicilie. Da qui il professore, un idealista che vuole riunificare l’Italia 200 anni dopo Garibaldi, parte con la sua scalcinata masnada di avventurieri e mercenari per risalire la penisola, avviare contatti e tentare la riunificazione. Dopo mille avventure esilaranti si sacrificherà per i compagni fedeli e 8 anni dopo verrà ricordato come un’eroe, con una statua eretta in suo onore a Torino.

2007- 2061 – Un anno eccezionale2
Un manifesto promozionale del film

Un grande attore comico può diventare un grande attore drammatico, molto difficilmente accade il contrario (d.m.)

 

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